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Note di storia | “Che colpa abbiamo noi”. Giovani e musica verso il Sessantotto

Come si arrivò allo scoppio della Rivoluzione del Sessantotto?

IRSIFAR propone, agli insegnanti e agli studenti, un video nel quale, a partire dall’analisi della canzone “Che colpa abbiamo noi” (Rokes, 1966), si cerca di dare una risposta a questo interrogativo.

Ovviamente si tratta di uno spunto di riflessione, che tocca in modo superficiale la complessità dell’argomento. Per approfondirlo vi invitiamo a

  1. Banti, Wonderland, Laterza, Roma-Bari, 2017
  2. Cavallo, Iaccio (a cura di), Penso che un sogno così non ritorni mai più. L’Italia del miracolo tra storia, cinema, musica e televisione, Liguori, Napoli, 2016
  3. Fasce, La musica nel tempo. Una storia dei Beatles, Einaudi, Torino, 2018
  4. Giachetti, Anni Sessanta, comincia la danza, BFS, Pisa, 2002

Note di storia | "Che colpa abbiamo noi". Giovani e musica verso il Sessantotto 🎹Come si arrivò allo scoppio della Rivoluzione del Sessantotto?IRSIFAR propone, agli insegnanti e agli studenti, un video nel quale, a partire dall'analisi della canzone "Che colpa abbiamo noi" (Rokes, 1966), si cerca di dare una risposta a questo interrogativo.Ovviamente si tratta di uno spunto di riflessione, che tocca in modo superficiale la complessità dell'argomento. Per approfondirlo vi invitiamo a- visitare, nel nostro sito, la mostra "Sessantotto di carta" https://www.irsifar.it/2018/03/10/il-68-di-carta-le-parole-le-idee-e-le-speranza-di-quellanno-nellarchivio-memoria-di-carta/- leggere questi libri:Banti, Wonderland, Laterza, Roma-Bari, 2017;Cavallo, Iaccio (a cura di), Penso che un sogno così non ritorni mai più. L’Italia del miracolo tra storia, cinema, musica e televisione, Liguori, Napoli, 2016;Fasce, La musica nel tempo. Una storia dei Beatles, Einaudi, Torino, 2018;Giachetti, Anni Sessanta, comincia la danza, BFS, Pisa, 2002.- scoprire i documenti del ricchissimo fondo "Memorie di carta" dell'Archivio IRSIFAR https://www.irsifar.it/archivio/

Pubblicato da Irsifar Roma resistente su Mercoledì 20 maggio 2020

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Note di storia

L’IRSIFAR offre, a sostegno della didattica a distanza, delle piccole lezioni, che coniugano musica e storia del Novecento. Ogni argomento, presentato in PowerPoint, è introdotto da un brano musicale, di cui si propongono l’ascolto e l’analisi; segue un breve approfondimento dell’oggetto della lezione. L’ultima slide contiene una mappa concettuale, pensata per gli studenti delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado, con dei suggerimenti per la costruzione di una tesina interdisciplinare.

I docenti interessati possono scaricare direttamente i PowerPoint o prenotare un laboratorio a irsifar@libero.it nel quale vengono presentate le lezioni di “Note di storia” e invitati gli studenti a creare percorsi propri, sulla falsariga di quelli qui proposti.

Note di storia | “Che colpa abbiamo noi”. Giovani e musica verso il Sessantotto
«Italia bella mostrati gentile». L’emigrazione italiana tra XIX e XX secolo
«Sing sing sing». Jazz e fascismo
«James Bond Theme». Lo spionaggio durante la Guerra Fredda
«Che colpa abbiamo noi». I giovani verso la rivoluzione del ‘68
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«Italia bella mostrati gentile». L’emigrazione italiana tra XIX e XX secolo

Clicca qui per scaricare il Power Point.

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«Sing sing sing». Jazz e fascismo

Clicca qui per scaricare il Power Point.

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Quartieri resistenti | Piazza Bologna. Antifascismo in un quartiere fascista

di Eva Masini

Le origini del movimento Scintilla e il contributo del corpo della Guardia di finanza alla Resistenza romana. Il comando del V Gap e il territorio come retrovia organizzativa di azioni partigiane. Guardare all’opposizione al nazifascismo dall’angolazione di un quartiere di ceto medio nato nel cuore degli anni del regime fascista e, più o meno intimamente, identificato con esso.



Bibliografia di riferimento

Strazzera Perniciani, Umanità ed eroismo nella vita segreta di Regina Coeli, Roma, Azienda libreria Amato, 1950.

Masini, Piazza Bologna. Alle origini di un quartiere “borghese”,Milano, Franco Angeli, 2009.

Masini, Occupazione e Resistenza in un quartiere di ceto medio, in IRSIFAR (a cura di), Roma durante l’occupazione nazifascista, Milano, Franco Angeli, 2009.

Raponi, Scintilla nella Resistenza romana, Roma, Edizioni Associate, 2010.

Mogavero, I muri ancora ricordano… Epigrafi, monumenti e memorie della guerra e della Resistenza a Roma (1924-1945), Bolsena, Massari editore, 2016.

Immagine in evidenza: Il palazzo postale di Ridolfi in costruzione.
Immagine nel testo: La caserma Piave in viale XXI aprile, dopo il bombardamento del 10 marzo 1944.
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Quartieri resistenti | Nel nido di vespe

di Anna Balzarro

La lente di ingrandimento sui quartieri consente di capire le tante realtà di cui è composta la Resistenza romana. Divisa in 8 zone partigiane, Roma vive più forme di opposizione all’occupante che vanno dalla resistenza armata, al lancio di chiodi a quattro punte lungo le principali vie di comunicazione che portano al fronte, o all’aiuto verso chi è costretto a nascondersi. Se questo è visibile in tutta la città, tuttavia è nei quartieri popolari che si colgono con particolare vivezza le molteplicità di aspetti che nascono, tra l’altro, dall’intreccio tra lotta organizzata e ribellione spontanea.

Ma la partecipazione alla resistenza lascia un segno anche nella fisionomia futura di quei quartieri.

Ancora oggi se ci inoltriamo per il Quadraro, quartiere della periferia sud-est della città a ridosso della via Tuscolana, ci accorgiamo che la Resistenza e il rastrellamento del 17 aprile del 1944, che costò la deportazione di diverse centinaia di uomini in campi di lavoro, hanno lasciato tracce indelebili.

 


Vignette di Vauro tratte dei cartoncini invito per il 59esimo e il 60esimo anniversario del rastrellamento del Quadraro (aprile 2003 / aprile 2004).
Quartieri resistenti: nel nido di vespe del Quadraro

Ancora oggi se ci inoltriamo per il Quadraro, quartiere della periferia sud-est della città a ridosso della via Tuscolana, ci accorgiamo che la Resistenza e il rastrellamento del 17 aprile del 1944, che costò la deportazione di diverse centinaia di uomini in campi di lavoro, hanno lasciato tracce indelebili.

Pubblicato da Irsifar Roma resistente su Domenica 26 aprile 2020
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Video Resistenti | La Resistenza degli Internati Militari Italiani

di Agostino Bistarelli

Mentre le regioni del nord Italia si stavano liberando in armi, altri italiani erano costretti a subire ancora le vendette naziste: penso a Treuenbrietzen, dove 127 soldati italiani furono falciati dai tedeschi in fuga. O ai più di cento impiccati a Hildesheim a fine marzo. O ancora alle decine fucilate a Bad Gandersheim.

Aspettando il #25aprile2020#raccontiamolaresistenza anche delle centinaia di migliaia di soldati e ufficiali che a lungo non hanno avuto un racconto: quella categoria degli schiavi di Hitler denominati Internati militari italiani. È ancora necessario parlarne perché, se pure compresi nella legge istitutiva del giorno della memoria ancora la loro vicenda non è pienamente riconosciuta: basta pensare al processo di risarcimento intentato da alcuni ex IMI contro la Germania e che ha visto il nostro Stato schierarsi con quest’ultima contro le loro ragioni.

Nei Lager il loro No alla Rsi e ai nazisti è stata una Resistenza a tutto tondo e nell’internamento, nella maturazione imposta dalle dure condizioni determinata da quella scelta, possiamo anche trovare le basi di quella che sarà l’Italia democratica

La resistenza degli Internati Militari Italiani

Mentre le regioni del nord Italia si stavano liberando in armi, altri italiani erano costretti a subire ancora le vendette naziste: penso a Treuenbrietzen, dove 127 soldati italiani furono falciati dai tedeschi in fuga. O ai più di cento impiccati a Hildesheim a fine marzo. O ancora alle decine fucilate a Bad Gandersheim. Aspettando il #25aprile2020, #raccontiamolaresistenza anche delle centinaia di migliaia di soldati e ufficiali che a lungo non hanno avuto un racconto: quella categoria degli schiavi di Hitler denominati Internati militari italiani. È ancora necessario parlarne perché, se pure compresi nella legge istitutiva del giorno della memoria ancora la loro vicenda non è pienamente riconosciuta: basta pensare al processo di risarcimento intentato da alcuni ex IMI contro la Germania e che ha visto il nostro Stato schierarsi con quest’ultima contro le loro ragioni. Nei Lager il loro No alla Rsi e ai nazisti è stata una Resistenza a tutto tondo e nell’internamento, nella maturazione imposta dalle dure condizioni determinata da quella scelta, possiamo anche trovare le basi di quella che sarà l’Italia democratica(Agostino Bistarelli)

Pubblicato da Irsifar Roma resistente su Mercoledì 22 aprile 2020


Immagine in evidenza: fotogramma tratto da http://www.imidoc.net/it/
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