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Quartieri resistenti| Passeggiata attraverso Ostiense Testaccio, tra storia e memoria

di Irene Ranaldi

Una passeggiata attraverso Ostiense e Testaccio, tra storia e memoria leggendo targhe e ascoltando i ricordi di chi ha combattuto per la liberazione di Roma sopportando fame e miseria. Interrogando i luoghi, essi parlano ancora per noi.

Mussolini a Campo Testaccio

Credits foto: R. Lucignani e autori vari “Testaccio dove batte più forte er cuore dei romani”, Gangemi, Roma 2009

Credits musica: “Roma città persa” testo e musica di Ludovica Valori ed esecuzione dal vivo dei “Traindeville”

Bibliografia:

I.Ranaldi, Testaccio da quartiere operaio a village della capitale”, Franco Angeli, Milano, 2012

Asor Rosa, L’alba di un mondo nuovo, Einaudi, Torino, 2002

Irsifar, Roma durante l’occupazione nazifascista, Franco Angeli, Milano, 2009 (le due storie di vita citate, sono pubblicate qui a mia cura nel capitolo “Testaccio”)

Katz, Roma città aperta, Il Saggiatore, Milano, 2003,

C.M. Travaglini, Un patrimonio urbano tra memoria e progetti. Roma. L’area Ostiense-Testaccio, Catalogo della mostra, Croma, Roma, 2004
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Lettera di Vera Michelin Salomon e Enrica Filippini Lera

Per augurarvi un buon #25aprile2020 vogliamo condividere con voi questa lettera, che ha trovato Massimo Sestili.

Noi vi suggeriamo di provare a leggere quella calligrafia tonda e regolare: vi aiuterà a “sentire” davvero i sentimenti con cui quelle lettere sono state scritte.
Ma leggere a schermo potrebbe essere difficile e così vi mettiamo anche la trascrizione.

Comando N.1 Special Force

Ringraziamo molto il Comando N.1 Special Force, per l’interessamento, l’aiuto, la simpatia dimostrateci. Siamo fiere e felici di avere lottato per la libertà della nostra Patria e per avere con questo mezzo contribuito, nella possibilità delle nostre forze, alla grande causa comune.
È difficile per uomini che hanno sempre vissuto in un mondo libero, comprendere quale sia stata la vita di una parte degli italiani in quest’ultimo ventennio. Abbiamo vissuto tanti anni tristi e duri, abbiamo visto cadere accanto a noi, o imprigionare, fratelli compagni di lotta. Abbiamo vissuto giorni di angoscia e di pericolo.
Ma, soprattutto, abbiamo sofferto la mancanza della luce della libertà e della verità.

Ora, questa libertà, l’abbiamo conquistata ed anche meritata. Il prezzo è stato duro: intorno a noi distruzioni morali e materiali.
Ma noi guardiamo all’avvenire con fede perché conosciamo le forze migliori del nostro Paese, perché conosciamo gli uomini e le donne che tutto hanno donato per la causa della libertà e tutto doneranno per l’opera grande di ricostruzione.

Ma noi conosciamo anche quali sono state le sofferenze ed i sacrifici del popolo inglese in questa guerra. Molti dei suoi soldati hanno lottato duramente sul nostro suolo contro il nemico comune, molti sono caduti. Noi ricorderemo tutto questo con commozione, riconoscenza e ammirazione.
Sappiamo che tocca a noi giovani cancellare, far dimenticare, quanto male il fascismo ha fatto agli altri popoli.

Che da tanta sofferenza comune nasca, per l’umanità, un nuovo giorno di fratellanza e di comprensione reciproca e che il nostro Paese possa contribuire con il suo lavoro e la sua intelligenza per la vita di un nuovo mondo libero e felice.

Milano 29 sett. 1945

Enrica Filippini-Lera
Vera Michelin-Salomon

#raccontiamolaresistenza

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Biografie di Vera Michelin Salomon e Enrica Filippini Lera

Vera Michelin-Salomon, nata a Carema il 4 novembre 1923, faceva parte di una numerosa famiglia di Torre Pellice, località dove aveva sempre vissuto una cospicua comunità protestante. I genitori, Giovanni e Elvezia Guarnoli, erano due ufficiali dell’Esercito della Salvezza. Negli anni del fascismo le attività dell’Esercito della Salvezza vennero sorvegliate, fino a essere represse definitivamente il 17 agosto 1940, quando il governo fascista inviò al confino a Ventotene alcuni suoi dirigenti, tra cui lo zio di Vera, Carmelo Lombardo.

Malgrado le difficoltà economiche, Vera riuscì ad ultimare gli studi e si diplomò in ragioneria. Nel 1941 si trasferì a Roma dove viveva il cugino Paolo Buffa. Trovò un lavoro come segretaria presso la scuola “Colomba Antonietti” in Piazza Farnese e, dopo alcuni mesi di permanenza al Foyer di via Balbo, si trasferì in via Buonarroti 29, ospite di Enrica Filippini Lera, già fidanzata con Paolo Buffa.

Enrica Filippini Lera, nata a Roma il 27 luglio 1914, apparteneva ad una famiglia nobile. I Filippini erano originari di San Maurizio d’Opaglio, mentre i Lera erano di Roma, dove vivevano in una bellissima villa a via del Casaletto. La madre, Antonietta Azzoni, suonava il pianoforte, passione che aveva trasmesso a Enrica.

In via Buonarroti nacque, tra Enrica e Vera, un’amicizia e una solidarietà che le accompagnò per l’intera vita. Insieme entrarono in contatto con l’ambiente antifascista romano. Ai concerti all’Augusteo conobbero Vittoria Giunti, Lucio Lombardo Radice, Aldo Natoli, Salvatore Di Benedetto, Paolo Petrucci. Frequentarono la casa di Fortunato Pintor, dove incontrarono Giaime e Luigi Pintor, e quella di Giuseppe Lombardo Radice, dove conobbero Laura, sorella di Lucio.

Il gruppo antifascista dei ragazzi di via Buonarroti, formato da Paolo Buffa, Enrica Filippini Lera, Paolo Petrucci e Vera Michelin Salomon, era già operativo quando con la battaglia di Porta San Paolo iniziò la Resistenza. Cornelio, fratello di Vera, li raggiunse clandestinamente a Roma a dicembre perché renitente alla leva della RSI.

Enrica e Vera diedero il loro contributo alla Resistenza lavorando tra gli studenti. Con l’occupazione nazista l’attività clandestina tra il dicembre del ’43 e il gennaio del ’44 si intensificò, e le due ragazze erano particolarmente impegnate nei volantinaggi, nella distribuzione della stampa del Partito Comunista e nell’organizzazione delle lotte studentesche.

Il 16 gennaio 1944 Paolo Buffa e Paolo Petrucci, che il 12 settembre avevano attraversato le linee verso il Sud liberato, rientrarono a Roma con la missione Abercorn come agenti N1 Special Force e si rifugiarono a via Buonarroti. Enrica e Vera, insieme agli altri tre ragazzi, parteciparono a numerose azioni nei licei romani e durante un’azione al Liceo Cavour Vera venne individuata e segnalata.

Il 14 febbraio 1944 le SS, guidate da Federico Scarpato, fecero irruzione nell’appartamento di via Buonarroti e arrestarono tutto il gruppo. Quel cognome, Michelin-Salomon, probabilmente aveva fatto sentire a Scarpato odore di ebrei e quindi di soldi: pensava di poter intascare la taglia di cinquemila lire che il comando tedesco pagava per ogni ebreo fatto arrestare.

I cinque ragazzi vennero arrestati e trasferiti, prima nel carcere nazista di via Tasso e, successivamente, nel Terzo braccio tedesco di Regina Coeli in attesa del processo che si svolgerà il 22 marzo 1944 in via Lucullo, sede del Feldgericht. Enrica e Vera si addossarono tutta la responsabilità e vennero condannate a tre anni di carcere duro in Germania, mentre i tre ragazzi vennero dichiarati “liberi per mancanza di prove sufficienti”. Tuttavia Paolo Petrucci il 24 marzo verrà fucilato nella strage delle Fosse Ardeatine.

Enrica e Vera vennero prelevate da Regina Coeli la mattina del 24 aprile 1944 per il loro lungo viaggio verso l’ignoto, che poi si rivelerà essere il carcere femminile di Aichach. Era con loro anche Filomena Lina Trozzi. Il 28 aprile, dopo quattro giorni di viaggio e un pernottamento al KL Dachau, le tre ragazze arrivarono a Monaco e vennero internate nel carcere di Stadelheim per venire poi trasferite al Frauen Zuchthaus di Aichach, loro definitiva destinazione, dove incontrarono Elettra Pollastrini, nel dopoguerra eletta all’Assemblea Costituente.

Ricorda Vera:

“A Stadelheim siamo rimaste un mese e poi siamo andate al Frauen Zuchthaus di Aichach che era la nostra destinazione. Questo era un carcere tipo Regina Coeli, però più moderno, pulito, non c’erano le cimici. Noi italiane eravamo nelle celle sopra la rotonda, dove c’era la sorvegliante in capo, era tutto molto più organizzato. Anche lì dovevamo lavorare, facevamo le ghette che si mettevano sopra gli scarponi perché non entrasse la neve. Dovevamo attaccare le fibbie per allacciarle, ci avevano insegnato questo punto del calzolaio e stavamo tutto il giorno sedute a lavorare dall’alba al tramonto meno la domenica. Avremmo potuto dopo qualche mese avere dei libri ma erano in tedesco, ho trovato un solo libro in francese di Pierre Loti. Mangiavamo con la dieta dei campi, l’ho confrontata, era identica: zuppe di rape senza nessuna sostanza, una brodaglia nera con un pezzo di pane nero duro. Eravamo al freddo e il lavoro era sedentario, con i campi c’era questa enorme differenza, però il regime era lo stesso duro. Indossavamo un vestito di cotone leggero e gli zoccoli. Per me iniziò il lavoro in campagna, mi mandarono a raccogliere prima le patate e poi le barbabietole da zucchero. Ci aveva assoldato una birreria di un paese vicino e il mangiare era migliore: gli italiani commuovevano, c’era il Papa, Roma. Raccoglievo le patate che poi dovevo caricare sul camion, ma non avevo la forza per sollevarle e i prigionieri francesi mi aiutavano: loro erano molto più rispettati. La sera rientravamo nel carcere di questo paese; c’erano i prigionieri alleati che vedevamo passare per le scale e la direttrice, al fine di non farci comunicare con loro, si metteva davanti all’inferriata con braccia e gambe aperte. Lì ho dormito con una turca, una da capo e una da piedi, ci siamo scambiate tanti sorrisi ma niente parole. L’unica persona con cui ho comunicato. Poi mi mandarono in una cascina vecchia e cadente, un freddo, e lì si trattava di tirar fuori le barbabietole da zucchero con un tridente che veniva conficcato nel terreno e poi si caricavano sui camion. Una fatica immane. Per fortuna quando sono tornata a Aichach sono stata messa nella mia cella con Enrica. E lì siamo state tutto il tempo insieme: con noi c’era una vecchietta, a noi sembrava vecchietta ma forse aveva 50 anni, era la madre di una partigiana, hanno preso lei e il marito al posto della figlia. E lei ha dato i numeri poverina, piangeva sempre, diceva non torneremo mai, non ci libereranno mai, era una situazione veramente pesante”.

Il 29 aprile 1945 arrivarono ad Aichach gli americani e liberarono le prigioniere. Il tenente Paul Barton N.1 Special Force, alias Paolo Buffa, partì per la Germania per andare a prendere Enrica e Vera. Rientrarono in Italia insieme il 2 giugno.

Enrica Filippini Lera ci ha lasciati il 1° febbraio del 2016, all’età di 102 anni. Quel giorno a Modena eravamo tutti insieme, con Vera che ci dava la forza di ricordare.

Vera Michelin Salomon ci ha lasciati il 27 ottobre del 2019, all’età di 96 anni. Ero andato a trovarla a Lucca a primavera. Con lei se n’è andata una madre, una maestra, una “militante della memoria”.

(Scheda a cura di Massimo Sestili)

Riferimento bibliografico:
M. Sestili, I ragazzi di via Buonarroti. Una storia della Resistenza, Cava de’ Tirreni, Marlin, 2015, 2016.

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25 novembre: Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Le associazioni della Casa della Memoria e della Storia, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, organizzano la proiezione del documentario “Processo per stupro”, regia di Loredana Dordi, (1979). Intervengono alcune rappresentanti delle associazioni della Casa della Memoria e della Storia.

LUNEDI’ 25 NOVEMBRE 2019, ORE 17.30

Ingresso libero
Casa della Memoria e della Storia, via San Francesco di Sales, 5 – Roma

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L’Annale IRSIFAR 2017

Indice

1946, LA COSTRUZIONE DELLA CITTADINANZA

  • 1943-1946. Itinerari di formazione della nuova classe politica, di Mariuccia Salvati
  • Appunti sulla crisi di una Repubblica. Gli anni Novanta di Lanaro e Scoppola, di Umberto Gentiloni Silveri
  • Attraversare una soglia: generazioni e forme della cittadinanza delle donne italiane dal dopoguerra agli anni Settanta, di Elda Guerra
  • Il ripudio della guerra nella Costituzione italiana: genesi ed elaborazione dell’art. 11, di Gianluca Fiocco
  • La scuola e l’articolo 3 della Costituzione. Quando i luoghi dell’educare sono stati moltiplicatori di democrazia, di Franco Lorenzoni
  • Il distacco della famiglia dal modello costituzionale, di Alessandra Pescarolo
  • La nascita della Repubblica nei filmati Luce, di Patrizia Cacciani

Per Anna e Claudio

  • Ricordo di Claudio Pavone, di Guido Crainz
  • Il tempo di Anna Rossi-Doria, di Mariuccia Salvati  
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L’Annale IRSIFAR 2013

Indice

UGUAGLIANZA/DIFFERENZA. RIFLESSIONI PER ANNA ROSSI-DORIA

  • Presentazione, di Annabella Gioia

Percorsi della cittadinanza

  • La storiografia di Anna Rossi-Doria: una testimonianza, di Pietro Costa
  • Per i diritti politici delle donne. ‘L’État maternel’ e gli sguardi coloniali di Hubertine Auclert, di Vinzia Fiorino
  • La cittadinanza al femminile: alcuni itinerari, di Francesca Sofia

I diritti: universalismo/relativismi

  • L’universalismo dei diritti nel tempo in cui la differenza è un valore, di Alessandro Ferrara
  • Ricerca storica, diritti umani, diritti delle donne: ritardi, limiti, obiettivi, di Elisabetta Vezzosi

Generazioni, memoria, femminismo

  • Femminismo e ricerca storica dentro e fuori le istituzioni, di Rosanna De Longis  
  • Le forme del silenzio, di Tommaso Detti
  • Uguali e diverse: sull’amicizia tra due donne storiche. A proposito di ‘Dare forma al silenzio’ e ‘Sul ricordo della Shoah’, di Mariuccia Salvati 
  • Le differenti gioventù del ’68, di Francesca Socrate
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L’Annale IRSIFAR 2007

Indice

PERCORSI DI STORIA POLITICA DELLE DONNE

  • Dalla vecchia alla nuova storia politica delle donne, di Teresa Bertilotti e Anna Rossi-Doria
  • World history e storia delle donne: un incontro mancato?, di Silvia Salvatici 
  • La storia politica delle donne in Italia. Un tentativo di ricostruzione, di Tiziana Noce
  • Dai women’s studies agli studi di genere. Il lento avvio della storia delle donne nell’area ex jugoslava, di Marta Verginella
  • Gli studi sui rapporti con le donne musulmane in Francia. Il Velo e la Repubblica: vent’anni dopo, di Lucia Sorbera

Dal premio “Nicola Gallerano”

  • ‘Le traditrici della patria’. Donne e uomini nell’Italia ‘liberata’, di Maria Porzio

Prospettive di ricerca

  • La morte dall’alto. I bombardamenti in Germania e in Italia nella seconda guerra mondiale in alcuni recenti studi, di Tommaso Baris
  • I pensieri delle donne sui muri di Roma, di Annabella Gioia

  •  Il premio ‘Nicola Gallerano’, X edizione, 2007
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L’Annale IRSIFAR 2005

Indice

CENTRI E PERIFERIE. ITALIA 1931-1961

  • ‘Sperare contro ogni speranza…’. Memoria di Suor Therese Marguerite, a cura di Stefania Ficacci
  • Introduzione, di Stefania Ficacci
  • Notre-Dame a Roma (1931-1946), di Sister Marguerite S.N.D.
  • Seconda guerra mondiale, storia locale e storia nazionale, di Gabriella Gribaudi
  • Dalle periferie al centro: l’apporto della storia locale all’interpretazione del regime fascista, di Tommaso Baris
  • Una città per gli italiani. Ovvero quando l’eccezione divenne esempio (Torino, 1955-1961), di Manuela Lanari

Memorie

  • Memorie italiane e memorie francesi della Resistenza: dal 1945 agli anni Sessanta, di Anna Balzarro
  • Testimonianze e fonti orali, tra memoria e storia, di Alfredo Martini
  • Cioccolato, di Marina Sassu

Didattica

  • Fare ‘storia delle donne’ a scuola, di Irma Staderini
  • Il cinema nell”ora di storia’: una nota sull’uso delle fonti audiovisive, di Alberto Cioni 

  • Il premio ‘Nicola Gallerano’ VIII edizione – 2005
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L’Annale IRSIFAR 2002

Indice

SCUOLE, RIFORME, CULTURE EDUCATIVE

  • Presentazione
  • La dimensione pubblica in una società di individui privati, di Carlo Donolo
  • Mastri e maestri, di Goffredo Fofi
  • Gli anni Sessanta. Il ruolo di una rivista, di Maurizio Lichtner
  • Anni Settanta: una stagione di ‘riforme mancate’?, di Fiorella Farinelli

Documenti

  • La storia e le memorie, di Umberto Gentiloni
  • Da Rodi ad Auschwitz nel ricordo di Giuseppe Varon

Rassegna
Donne e diritti umani

  • Diritti umani, donne, culture, di Maria Clara Donato
  • I diritti umani delle donne: confini mobili e problemi aperti, di Elisabetta Vezzosi
  • I diritti delle donne nel Maghreb, di Francesca Koch
  • Donne iraniane, da custodi della tradizione a protagoniste del cambiamento, di Nadia Pizzuti

Didattica

  • La città come laboratorio di storia, di Annabella Gioia
  • La memoria e il territorio dell’abitare, di Maria Rocchi
  • Domande sulla storia e sulla scuola, di Fermina Tardiola
  • Il premio ‘Nicola Gallerano’ 2002
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L’Annale IRSIFAR 2000

Indice

  • Cattiva memoria e senso comune, di Alessandro Portelli

SAPERI, CULTURE, EDUCATORI

  • Contro le radici. Tradizione, identità e memoria nella cultura contemporanea, di Maurizio Bettini
  • Apprendere ad apprendere. Contesto, relazione, autonomia, di Alfonso M. Iacono
  • Discipline umanistiche e discipline scientifiche: ha ancora senso tale distinzione?, di Remo Ceserani – Marcello Cini
  • La reciprocità nella relazione allievo/docente, di Alessandro Cavalli
  • Le competenze alfabetiche della popolazione italiana, di Vittoria Gallina
  • Crescere esclusi dalle opportunità: alcune possibili risposte, di Marco Rossi-Doria

Documenti

  • Introduzione, di Alberto Poli
  • Ricordi di Roma tedesca (settembre 1943/giugno 1944. Appunti di uno qualunque), di Giulio Anau

Ricerche

  • La memoria plurale dell’esperienza bellica in Ciociaria. L’uso delle fonti orali nell’indagine storiografica, di Tommaso Baris
  • Memoria e impegno sociale: percorsi individuali e collettivi, di Alfredo Martini
  • Un primo viaggio nei Balcani, di Rossana AngelelliOrnella Di MarcoRosalba FabianiElisa Nicosia
  • Donne in guerra: una proposta di laboratorio, di Maria RocchiGemma LuzziAnnalisa Marino

  • Il premio ‘Nicola Gallerano’ 2000
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L’Annale IRSIFAR 1992

Indice

  • Una tragedia muta. L’esperienza dello sfollamento nella memoria femminile, di Francesca Koch
  • Sguardi di donne sulla guerra, di Simona Lunadei
  • Le vedove di guerra tra emancipazione e conservazione, di Francesca Lagorio
  • Non andavano in via Veneto. Racconti di donne inurbate nella Roma degli anni cinquanta, di Annabella Gioia
  • Le fonti orali tra ricerca e archivistica. Una guida agli archivi sonori, di Alfredo Martini
  • Black and english. L’esperienza multirazziale in Gran Bretagna, di Iain Chambers
  • Il Brasile e la sin-etnicità, di Massimo Canevacci
  • Un convegno sull’insegnamento della storia contemporanea, a cura della Sezione didattica dell’IRSIFAR
  • ‘…fino ai nostri giorni’: storia contemporanea e presente, di Aurora Delmonaco
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